Cfr.: Veneto, itinerario n. 4/2025 - Dalla pianura veneta, tra il fiume Brenta e il Bacchiglione, fino all’altipiano di Asiago: Padova - Cittadella - Bassano del Grappa - Marostica - Asiago.
Ab. 42.401, bassanesi; altezza: m. 129 s.l.m.; provincia: Vicenza -mappa - Info Turista.: IAT, P.zza Garibaldi, 34 - T.: 0424 519917; P.S.H.: via dei Lotti, 40 - T.: 0424 888821
Insediamento villanoviano, successivamente colonizzato dai romani, il primo nucleo della città risale alla fine del X sec.: la pieve di Santa Maria ne è una testimonianza; nel XIII sec. diventò un feudo degli ezzelino, i quali ampliarono il castello e le mura che proteggevano la città. Soltanto per un breve periodo fu un libero comune, diventando possedimento degli scaligeri, dei carraresi, e nel XIV sec. dei Visconti, nel 1404 passò sotto la repubblica di Venezia e ne seguì le sorti. Durante la prima guerra mondiale ebbe grande importanza logistica e centro di numerosi conflitti durante la Resistenza partigiana.
Bassano oggi è un apprezzato centro turistico, posto al confine tra le province di Padova e Vicenza, alle pendici delle Prealpi venete, sulle rive del fiume Brenta. Il suo centro storico, impreziosito da splendidi edifici storici e religiosi, si snoda tra Piazza Garibaldi, Piazza Libertà e lo storico Ponte Vecchio, oggi il “Ponte degli Alpini”, dichiarato monumento nazionale nel 2019.
Da vedere

Percorso di circa 4 km
Tempio Ossario, piazzale L. Cadorna, chiesa monumentale consacrata nel 1934 in stile gotico veneziano, costruito in mattoni rossi con due campanili alti 60 metri, progettato come nuovo duomo fu trasformato in sacrario militare che ospita i resti di circa 5.000 caduti della prima guerra mondiale.
Ponte Vecchio(Ponte degli Alpini), il vero gioiello di Basano, la sua originaria costruzione in legno risale ai primi anni del XIII sec.; l’aspetto attuale è dovuto al progetto del Palladio del 1569. Ha subito numerosi rifacimenti, l’ultimo dei quali nel secondo dopoguerra, 1948, ad opera degli alpini. Il Ponte in un certo senso è il fulcro della città e collega le due sponde del Brenta; l’imbocco ovest porta fuori dal centro storico, proprio all’imbocco con via Angarano, al n. 2, in fondo all’arcata, nel seminterrato della Taverna degli Alpini, si accede al Museo Del Ponte degli Alpini, creato nel 1950, che conserva documenti e reperti della prima guerra mondiale. L’accesso est del Ponte si apre al centro storico; proprio qui si apre la storica Grapperia Nardini.
A 250 m dal Ponte, a sud, in via Schiavonetti 40, si affacccia Palazzo Sturm, storico edificio del XVIII sec. sul Brenta, deliziosamente decorato con stucchi e pitture dell’artista veneziano Antonio Bellucci, distribuito su sette livelli, caratterizzato da ben settanta sale decorate con affreschi settecenteschi raffiguranti scene mitologiche e allegoriche. Oggi ospita: al piano nobile, il Museo della ceramica; al piano terra il Museo della Stampa dedicato ai Remondini, famiglia di illustri stampatori; ai piani alti sono allestite le mostre temporanee, più in alto si sale alla Terrazza Belvedere, che offre un panorama unico su Ponte Vecchio e sul fiume Brenta.
A 130 m dal Ponte, verso est, in via Gamba, all’interno di Palazzo delle Teste si trova il Poli Museo della Grappa, gestito dalla famiglia Poli, da generazioni, costituito di cinque stanze in cui sono esposti alambicchi vari e boiler, in cui viene spiegata la lavorazione delle vinacce e i vari metodi di distillazione; c’è pure la sala delle grappe mignon e quella dedicata alle grappe rare dei primi del novecento; infine, quella in cui si degustano i distillati, i liquori, le creme e le grappe dei vario genere.
Più avanti, a 500 m da Ponte Vecchio, verso est, si apre il Viale dei Martiri, una delle passeggiate più suggestive, un luogo della memoria dedicato ai partigiani caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, sui cui lecci, il 26 settembre 1944, furono impiccati 31 giovani per rappresaglia nazifascista.
Duomo di Santa Maria in Colle, all’interno della cinta muraria del Castello degli Ezzelini, costruita su un’antica pieve, risale agli ultimi anni del X sec., ricostuito nella prima metà del XV sec., restaurato e ampliato successivamente, inglobando una delle torri del castello che funge da campanile, presenta delle forme caratteristiche: al posto delle classiche facciate propone una parete liscia, coronata da cinque finestre semicircolari, entro cui appaiono tre porte, di cui la centrale, più alta, è dotata di un frontone. L’interno a pianta rettangolare conserva notevoli tele del Bassano.
Castello degli Ezzelini, via Bonamigo, fortezza risalente al X sec., costruita dai vescovi di Vicenza, per volontà degli abitanti. Nonostante il nome il castello non fu mai abitato dagli Ezzelini, né da altri signori. In seguito il Castello fu ampliato e rafforzato. Oggi restano alcune parti delle torri e le tracce del secondo giro delle mura a cui, nel corso dei secoli, si sono sovrapposti altre costruzioni.
Palazzo Pretorio, piazza Guadagnin, costruzione del XIII sec. con portale in marmo rosato risalente al XVI sec. e facciata a bugne di diamante; sopra la porta sono incastonati due medaglioni raffiguranti le effigi dei fratelli Pandolfo e Carlo Malatesta, signori di Cittadella; ospitava le autorità del Comune di Padova e successivamente quelli di Venezia. Durante la recente ristrutturazionesono sono venuti alla luce pregevoli affreschi. Oggi il palazzo ospita alcuni uffici decentrati del comune e sede eventi culturali di carattere nazionale.
Piazza Garibaldi, situata dove anticamente c’era il fossato che costeggiava la prima cinta muraria, risalente al XII sec., chiamata dai bassanesi Piazzza della Fontana o “Piazza delle Erbe”, in quanto per secoli nella piazza si teneva il mercato degli ortaggi. Nel 1776 fu ridisegnata e sistemata, nel 1886, con l’arrivo della condotta idrica, fu inaugurata la fontana Bonaguro, posata quasi al centro della piazza, la quale all’epoca, in onore del sindaco prese il suo nome. Nella piazza prospettano:

Chiesa di San Francesco, costruzione in stile romanico, con facciata a capanna degli inizi del XIV sec. L’interno a croce latina conserva una preziosa “ annunciazione” di Gualtiero di Arpo; - il Museo Civico, aperto dal 1840, nell’antico convento annesso alla chiesa di S. Francesco, che comprende la sala capitolare con affreschi del XV sec. e il suggestivo chiostro del XV sec. che custodisce la collezione lapidaria; raccoglie collezioni di storia naturale, collezione di dipinti provenienti da chiese e conventi soppressi durante il periodo napoleonico. La pinacoteca conserva la più grande raccolta di opere di Iacopo Da Ponte chiamato il Bassano. Una sezione raccoglie disegni autografi di Antonio Canova,insieme all’epistolario, i bozzetti e numerosi suoi gessi. Ospita anche mostre temporanee; - la Torre Civica, risalente alla prima metà del XIII sec., residuo delle antiche fortificazioni, fornita di un orologio, costruito nel XVIII sec. e decorato alla sommità con rialzo apicale e merli aggiunti nel XIX sec.

Piazza Libertà, l’antica “piazza dei Signori”, 100 m da piazza Garibaldi, dove convergono tutte le vie del centro; vi si stagliano: - la chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XIV sec., in forme neoclassiche, restaurata completamente nel XVIII sec.; - il Palazzzo Municipale della fine del XVI sec. e l’adiacente Loggia di Piazza, XV sec. col quadrante azzurro dell’orologio e sulla facciata un S. Cristoforo di J. Bassano; - le due colonne con la statua del Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneziana, e la statua di San Bassiano, patrono della città.
Piazzotto Montevecchio, antico centro cittadino all’epoca visconteadove stavano la Casa del Comune e le residenze degli ezzelini, chiamata “Piazza degli Zoccoli” dal nome del mercato che si teneva fino a metà del XX sec., vi prospettano il palazzo del Monte di Pietà del XVI sec. e l’aristocratica casa Michieli Bonato con una preziosa decorazione di Jacopo Bassano, ora conservata presso il Museo Civico.
Biblioteca civica e archivio comunale, in Galleria Ragazzi del ’99, costituita da numerose sale che fungono da biblioteca e da archivio comunale che conserva documenti, dal XIII a metà del XX sec.
Villa Fanzago, in via XI Febbraio 65, lontano dal centro storico, costruzione del 1925, in forme gotiche, voluta dalla aristocratica famiglia Fanzago, oggi di proprietà della Provincia di Vicenza, che restauro l’edificio vi ha trasferendo la biblioteca del Liceo Brocchi. 700 m più avanti si trova Villa Rezzonico, in via Cà Rezzonico 68/72 vicino all’antico borgo del Leon, costruzione del XVIII sec. attribuita a diversi architetti. Al suo interno nel salone principale sono esposte opere del Canova, altre sale ospitano collezioni di dipinti del XV - XVI - XVII sec., tra cui opere di Dosso Dossi.

