Ab. 83.055; comaschi/lariani/comacini; altezza: m. 37 s.l.m.; provincia: Como; mappa Info Turista.: via Odescalchi, 13 – T.: 031 252518/ 252528; P.S. H.: via Santo Garavaglio, 47 – T. 031 324111
Insediamento risalente all’epoca preistorica, colonizzato dai romani, nel 49 a. C. fu municipium romano. Dopo la caduta dell’Impero Romano subì la dominazione dei Goti, poi dei Longobardi; nel X sec. diventò una contea dei franchi poi, durante il periodo comunale Como fu terreno di dispute tra le famiglie aristocratiche locali. Nel 1127 fu saccheggiata e distrutta dai milanesi, dopo una guerra durata 10 anni; ricostruita, grazie all’aiuto degli imperiali di Barbarossa, attraversò un periodo di grande splendore economico fino al 1335, quando ebbe inizio la dominazione viscontea. Nel 1447, alla morte di Filippo Maria Visconti, ebbe un breve periodo di indipendenza con la creazione della “Repubblica di Sant’Abbondio” che durò appena tre anni. Nel 1450 la città si consegnò a Francesco Sforza, duca di Milano, diventando possedimento sforzesco e territorio dei milanesi, di cui seguì il destino.
Como è situata in una meravigliosa posizione sulle sponde meridionali del lago omonimo, ai piedi del colle di Brunate. Il lago chiamato anche Lario è lungo circa 46 km e largo circa 4,5. Si divide in tre rami: quello di Como, di Lecco e di Colico. Il centro cittadino di Como si distribuisce intorno alla piazza del Duomo, sul lungolago, conservando l’aspetto urbano di Castrum romano, con le mura medievali e le grandi torri poste a difesa della città. Le passeggiate nella città non si limitano al lungo lago o alle vie dello shopping, a pochi minuti dal centro, la funicolare Como–Brunate porta rapidamente in quota da cui si gode una vista spettacolare sull’intero ramo del lago e sulla città. Dal borgo di Brunate si aprono alcuni sentieri che conducono a fari e belvedere da cui è possibile ammirare l’intera forma a “Y” rovesciata del Lago di Como. Il territorio comunale di Como confina a nord ovest con la Svizzera, direttamente con il Canton Ticino e il comune di Chiasso. Dista circa 40 km da Milano. Per una esplorazione speciale del lago di Como consigliamo l’uso dei battelli per scoprire i meravigliosi paesaggi e per gli spostamenti nei borghi affacciati sul lago. Como è riconosciuta come città a notevole vocazione tessile e industriale, prima come lanificio, poi con fustagni e tessuti, quindi con le sete, la stampa e il disegno per tessuti. Merita senz’altro una visita il Museo della Seta. A Como sopravvive una curiosa consuetudine: dal 1912 ogni giorno, alle ore 12,00 precise, una cannonata a salve indica lo scoccare del mezzogiorno. Il cannone da cui parte il colpo, situato a Carescione, sulle pendici di Brunate che domina dall’alto, è visibile durante la salita al borgo con la funicolare Como - Brunate. La visione del cannone ispirò il famoso poeta futurista Tommaso Marinetti che gli dedicò alcuni formidabili versi, da cui nacque il soprannome ancora oggi in uso “.…..la città è incandescente e l’ora si cuoce, si squaglia nel suo stesso vapore. È Como il Forno d’Italia, che brucia e dell’uomo fa fiamma …….”
Da vedere

Percorso: circa 6 km in h. 1, 30’
Museo della Seta, in via Castelnuovo 9, creato per testimoniare la storia della seta a Como fra l’Ottocento e il Novecento, è situato nei locali seminterrati dell’edificio che ospita l’Istituto Tecnico Industriale Statale di setificio Paolo Carcano. Il Museo si distribuisce in 8 sale e comprende l’intera “filiera” serica: dall’allevamento del baco, la trattura del filo e la torcitura, la tessitura, i controlli, la tintura, la stampa e il fissaggio dei tessuti. Completano il Museo l’archivio e il deposito di macchine e strumenti. La sede ospita e organizza mostre temporanee sul tema tessile e della moda.
Basilica di S. Abbondio, in via Regina Teodolinda, costruita nell’XI sec. tra le migliori opere delle maestranze comacine. Presenta una facciata semplice coronata da archetti ciechi, con la parte absidale posta tra due torri campanarie. L’interno a 5 navate divise da colonnati conserva preziosi affreschi del XIV sec. che decorano l’abside.

Porta Torre, in piazza Vittoria, costruita intorno alla fine del XII sec. nella cinta muraria della città, riedificata da Federico Barbarossa, si presenta aperta da due fornici. Alta circa 40 m è un esempio dell’architettura militare romanica, segnava l’ingresso sud alla città di Como. Dalla Torre si apre il suggestivo quartiere omonimo, tra strette stradine e ponti che collegano diverse zone della città, dove si nascondono spazi pieni di fascino. Agli angoli della cinta muraria si trovano Porta Nuova e la Torre S. Vitale, della fine del XII sec. Nei sotterranei di alcuni edifici adiacenti sono stati rinvenuti i resti della Porta Praetoria romana del II – III sec.
Pinacoteca Civica, in via A. Diaz 84, situata nell’antico palazzo Volpi, della prima metà del XVII sec., residenza dell’aristocratica famiglia Volpi. Raccoglie opere del territorio comasco, divise in quattro sezioni: Medioevo, Rinascimento, Quadreria storica, Novecento; più uno spazio dedicato a mostre temporanee.
Musei Civici, in Piazza medaglie D’Oro, sono ospitati nei locali degli edifici adiacenti, Palazzo Giovio, ospita il Museo archeologico, e Palazzo Olginati, il Museo Storico Giuseppe Garibaldi, conservano reperti preistorici, etruschi, romani; documenti e cimeli dal periodo napoleonico alla Seconda guerra mondiale; una quadreria, una raccolta di storia naturale; una sezione etnografica.
Basilica di S. Fedele, nella piazza omonima, era l’antica cattedrale che fu ricostruita nei primi anni del XII sec. Presenta un portale a cuspide con al fianco una caratteristica abside poligonale, sormontata da un loggiato con una duplice serie di archetti. L’interno a tre navate nella parte presbiteriale conserva importanti affreschi del Trecento.
Duomo, nella piazza omonima, dedicato a Santa Maria Assunta, complesso la cui edificazione iniziò alla fine del XIV sec. e fu completata nel 1740, di forme tardogotiche, rinascimentali e rococò. Presenta una preziosa facciata divisa da lesene ornate dai Rodari, autori dei portali e delle statue dei comaschi Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane poste nelle edicole ai lati del portale maggiore. L’interno, diviso in una parte a navate gotiche slanciate, con presbiterio e transetto rinascimentali, conserva preziose opere d’arte. Vicino si staglia il Broletto del XIII sec. armoniosamente decorata da tarsie di marmo orizzontali bianche, grigie e rosa. Presenta un portico con grandi arcate ogivali. Adiacente si alza la maestosa Torre del Comune, in parte restaurata. Sul retro del complesso religioso, in piazza del Popolo prospetta la Casa del Terragni del 1932 – 2936, uno dei più importanti esempi del razionalismo architettonico italiano.
Chiesa dei Santi Agostino e Antonio, in piazza G. Amendola, degli inizi del XIV sec. Presenta una facciata a cuspide con un portale a rilievi in stile romanico. L’interno conserva dipinti del XVII sec. e affreschi del XV sec. Due chiostri laterali completano la struttura. A pochi metri, in viale Geno, sulla sponda del lago, nei pressi della estrema punta da cui prende il nome, sorge la neoclassica Villa Geno, con una splendida fontana. Il lungolago poi, è una meraviglia di scorci, monumenti, giardini.
Giardino pubblico, sulle rive del lago, poco oltre l’ottocentesca piazza Cavour, ampio spazio ricco di vegetazione.

In fondo al quale si raggiunge il Tempio Voltiano, in viale G. Marconi, struttura a forma neoclassica costruita nel 1927 e dedicata al celebre inventore comasco Alessandro Volta. Più avanti si staglia il Monumento ai Caduti, in viale G. Puecher, opera di ben 33 metri dell’architetto Sant’Elia.

Villa Olmo, in via Simone Cantoni, della fine del XVIII sec. in stile neoclassico, circondata da un immenso giardino pubblico, oggi è sede di manifestazioni ed eventi culturali.





