Sulle strade dei Colli Albani alla scoperta delle 12 Ville Tuscolane.

Un viaggio sulle strade dei Colli Albani, una serie di verdi colline vulcaniche immediatamente a Sud di Roma, area chiamata anche dei ‘Castelli Romani’, il cui nome risale al medioevo, quando i pontefici avevano scelto Avignone come propria sede; periodo in cui numerose famiglie patrizie della capitale avevano fatto edificare, in questa zona fertile e ricca, castelli e fattorie fortificate. Un itinerario nella zona, detta del ‘ Tuscolo’, alle pendici dello storico Monte Tuscolo, attraverso tre antichi comuni laziali, confinanti tra loro: Monte Porzio Catone, Frascati e Grottaferrata, parzialmente dentro i confini del Parco Regionale dei Castelli Romani, per ammirare le Ville Tuscolane, abbaglianti bellezze artistiche italiane, dal 2006 candidate nella lista dei patrimoni dell’umanità con il titolo “Ville della nobiltà pontificia nel Lazio”. L’area ancora oggi è una tra le mete preferite dai romani per le sue specialità enogastronomiche, oltreché bellezze naturalistiche.
Si tratta di dodici ville progettate, costruite e decorate tra il XVI e il XVII sec., ristrutturate più volte, dagli artisti e architetti più famosi del tempo, tre situate nel territorio del comune di Monte Porzio Catone: Villa Vecchia, Villa Mondragone e Villa Parisi; sette nel comune di Frascati: Villa Tuscolana, Villa Falconieri, Villa Lancellotti, Villa Aldobrandini, Villa Torlonia, Villa Sciarra e Villa Sora; due nel comune di Grottaferrata: Villa Muti e Villa Grazioli. Un’occasione per conoscere le tre antiche cittadine.
La maggior parte delle ville è conservata quasi intatta. Soltanto Villa Vecchia a Monte Porzio Catone e Villa Sciarra a Frascati sono state ricostruite perché distrutte durante la II guerra mondiale. Villa Torlonia a Frascati ha subito la stessa sorte ma il suo parco riuscì a salvarsi, conservando la sua originaria posizione; oggi è adibito a giardino pubblico della città.
Da semplici case di campagna, circondate da boschi e terre coltivate, le ville divennero importanti edifici aristocratici e preziosi tesori dell’arte, dove intuizioni e idee stilistiche degli architetti e artisti intervenuti si sono rincorse nella creazione di sculture, decorazioni e scenografie architettoniche di nuova tendenza. Le Ville Tuscolane erano l’espressione, sia in pittura che in scultura, dell’affermazione delle scuole artistiche del tempo, quella classica, cortonese e barocca del XVI - XVII sec.
Le ville sono distribuite lungo un percorso di circa 10 km tra il verde delle colline tutt’intorno, che attraversa i tre comuni. Con l’auto, provenendo da Nord, da Est o da Ovest, basta uscire al casello Autostradale A 1, direzione Monteporzio Catone, dopo circa 5 km si raggiunge il paese da cui cominciare l’avventura.
Oggi le ville non sono tutte visitabili, alcune sono diventate Hotel di lusso, altre istituti scolastici. Consigliamo quindi, prima di intraprendere la visita, di consultare il sito dell’IRVIT (Istituto Regionale per le Ville Tuscolane): https://www.irvit.it/ - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Monteporzio Catone

Borgo di circa 8.000 abitanti, situato in una zona collinare, a 450 m.s.l.m., da cui si domina la periferia sud est di Roma. Parte del suo territorio è compreso nei confini del Parco regionale dei Castelli Romani.
Da vedere:
Chiesa di S. Gregorio Magno, il Duomo della cittadina, costruito intorno al XVII sec. in stile barocco. Presenta una facciata con specchiature in mattoncini, costituita da una parte superiore a lesene ioniche e una inferiore a lesene di ordine dorico col portale d’ingresso, separati da una cornice. A lato due campanili gemelli con rispettivi orologi. L’interno con pianta a croce greca è impreziosito da pareti con paraste fornite da capitelli. Conserva notevoli opere d’arte.

Villa Vecchia, o Villa Angelina, in via Via Frascati 49, una delle dodici Ville Tuscolane, la cui edificazione iniziò nel 1558, per volontà del Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano, con una costruzione di modeste dimensioni con intorno un terreno agricolo. Nel 1562 fu acquistata dal cardinale Ranuccio Farnese che terminò la costruzione e la chiamò Villa Angelina, dal suo titolo cardinalizio di Sant’Angelo. Gli eredi del Farnese nel 1567 la cedettero al cardinale austriaco Marck Sittick Altemps, che iniziò i lavori di rifacimento e restauro, incaricando Jacopo da Vignola per il progetto e Martino Longhi il vecchio per l’esecuzione; furono ingaggiati pittori per le decorazioni e gli affreschi della villa, che fu ribattezzata con il nome di Villa Tuscolana. Vennero edificate pure delle abitazioni per i lavoratori agricoli, i cui resti oggi si trovano nel sito archeologico di Barco Borghese.
Nel XX sec. a causa dei danni subiti durante la II Guerra mondiale venne chiamata Villa Vecchia e i Gesuiti, diventati nuovi proprietari diedero mano al nuovo restauro della villa su un progetto, rifacimento del precedente, funzionale alle esigenze moderne. Subito dopo la villa venne ceduta ad un istituto di suore che la rivendettero ad un privato che la trasformò in un albergo.

Villa Mondragone, in via Frascati 51, una delle dodici Ville Tuscolane la cui costruzione è dovuta all’ampliamento della preesistente villa romana risalente alla fine del I sec. a.C., diventata nel II sec. d. C. dimora della famiglia dei Quintili. I lavori di rifacimento e restauro cominciarono nel 1567, per volontà del Cardinale austriaco Marck Sittick Altempss, furono affidati a Martino Longhi il Vecchio, su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola e terminati nel 1573, che crearono il corpo centrale della villa, con loggioni ai lati e giardini, una scala a chiocciola, detta lumaca, la Cappella di San Gregorio Magno, vari ambienti di rappresentanza che convergono nel Salone degli Svizzeri, in cui nel 1582, diventata residenza del cardinale Ugo Boncompagni, poi Papa Gregorio XIII, venne firmata la “Bulla inter gravissimas” con la quale si avviò il Calendario Gregoriano.
Tra il 1577 e il 1578 il cardinale Altemps fece costruire più in alto la c d. Retirata, che conserva un ciclo notevole di affreschi di scuola fiamminga. Nel 1613 la villa venne ceduta al Cardinale Scipione Caffarelli Borghese, il quale ordinò al Vasanzio lo scenografico Teatro delle Acque, il Giardino della Girandola, un Portico antistante e la c. d. Manica Lunga, una costruzione che diventerà la galleria dei dipinti del cardinale, la quale collega tutte queste opere. Oggi, il Terrazzone al cui centro è situata la Fontana dei Draghi è circondato da una balaustra con 4 pinnacoli ai lati.
La denominazione della villa deriva dalla decorazione dello stemma araldico della famiglia Boncompagni, raffigurante un drago. Fu tra le dimore preferite di diversi papi, che ne subirono il fascino, fino al 1626, quando Papa Urbano VIII decise di lasciare Villa Mondragone in favore della residenza di Castel Gandolfo. Nel 1863 la villa venne donata dal principe Marcantonio Borghese ai Gesuiti, diventando la sede estera del Collegio Ghislieri e in seguito trasformata nel Nobile Collegio di Mondragone, un convitto per giovani delle classi sociali più agiate, fino al 1953 quando chiuse i battenti. Nel 1981 la villa fu ceduta all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, dove ospita la biblioteca universitaria, e la sede di manifestazioni e congressi. È la più grande e monumentale delle Ville Tuscolane, oggi si presenta come il risultato dei diversi interventi edilizi e cambi d’uso. La villa racchiude un notevole patrimonio architettonico e ornamentale; è alternata da giardini e terrazzi panoramici, circondata da un’estesa area verde coltivata e da viali alberati, famoso il Viale dei Lecci e dei Cipressi.

Villa Parisi, o Villa Taverna - Borghese, in via Via, Mondragone 2, una delle dodici Ville Tuscolane, la cui sua prima parte centrale risale all’inizio del XVII sec. per volontà di mons. Ferdinando Taverna, lombardo, governatore di Roma. Nel 1614 fu ceduta al Cardinale Scipione Borghese, il quale affidò all’architetto Girolamo Rainaldi la prima ristrutturazione della villa, che venne ampliata con l’aggiunta di due parti laterali, del ninfeo e del portale delle armi. Nel 1729 Camillo Borghese commissionò alcune decorazioni interne e la riproposizione della facciata con l’inserimento di arcate. Nel 1896 la villa fu ceduta a Saverio Parisi, la cui famiglia è ancora oggi proprietaria. Per un lungo periodo fu la dimora di Paolina Bonaparte, che in seconde nozze aveva sposato Camillo Borghese, principe di Guastalla. All’interno sono conservate preziose opere d’arte; nel salone centrale e della loggia si ammirano gli affreschi a tempera dei fratelli Valeriani, risalenti al 1735 – 1736. Altri notevoli affreschi di Ignazio Heldmann, il Bavarese, si trovano nella Galleria delle Statue, nella stanza dell’Eremitorio e nella Galleria con Pergolato. Decorazioni di Taddeo Kuntze, il Polacco, abbelliscono la Stanza delle Colonne. La splendida villa in più riprese è stata lo sfondo scenografico privilegiato in vari film.
Frascati

Grosso comune situato sul versante nord dei Colli Albani a 326 m. s.l.m., in posizione dominante su Roma e sulla Campagna Romana, con vista fino al mar Tirreno, stretta tra Monte Porzio Catone ad est e Grottaferrata a ovest. Il suo territorio è compreso in parte nel Parco dei Castelli Romani. Gli eventi bellici della II Guerra mondiale hanno modificato profondamente la cittadina. Un’imponente opera di ricostruzione urbanistica, avvenuta a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, ha permesso a Frascati uno sviluppo urbanistico moderno e la realizzazione di un grande polo della ricerca scientifica; l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, l’ENEA, vari istituti del CNR, il Centro di Calcolo della Banca d’Italia si trovano nel suo territorio. Nell’aprile 2000, grazie alla ristrutturazione delle antiche scuderie Aldobrandini, ad opera dell’archistar Massimiliano Fuksas, è stato inaugurato il moderno polo culturale polifunzionale. Oltre alla bellezza del paesaggio e al patrimonio storico architettonico, rappresentato dagli importanti siti archeologici e dalle meravigliose ville rinascimentali, Frascati è famosa per le eccellenze enogastronomiche del suo territorio.
Da vedere:
Cattedrale di S. Pietro, nella piazza omonima, edificata tra la fine del XVII sec. e l’inizio del XVIII sec., danneggiata dai bombardamenti della II Guerra mondiale e ricostruita, mostra una notevole facciata tardobarocca dell’architetto Girolamo Fontana, artefice anche della Fontana nella piazza. L’interno realizzato dal Mascherino e restaurato dopo i bombardamenti, conserva un Crocifisso ligneo dell’XI sec.; una Vergine, dipinto attributo al Domenichino.
Chiesa del Gesù, nella piazza omonima, vicino alla Cattedrale, della fine del XVI sec. presenta una facciata del XVII sec. con portale e nicchie con statue, attribuite a Pietro da Cortona. All’interno, decorato da preziosi stucchi barocchi, si nota la prospettiva della “falsa cupola” dell’artista Andrea Pozzo.
Palazzo vescovile, in piazza Paolo III, costruzione turrita, parzialmente di epoca medievale, che nell’antichità era la Rocca. A lato destro si staglia la chiesa di S. Rocco con campanile romanico.

Villa Tuscolana, in via del Tuscolo km 1,5, o Villa Ruffinella, una delle dodici Ville Tuscolane, situata sulla collina di Frascati, edificata nel 1578, per volontà del cardinale Alessandro Ruffini. Successivi cambi di proprietà e restauri ne modificarono il disegno originario. Danneggiata durante la II Guerra mondiale, nel 1966 passata all’Ordine dei Salesiani subì una grande ristrutturazione, completata dall’attuale proprietà in struttura ricettiva. Presenta la facciata sulla parte più corta della costruzione, nella cui parte centrale è caratterizzata da pilastri in pietra locale che formano un portico a tre arcate con volta a crociera. Sulla destra è posta la Cappella a pianta ellittica, coronata da una piccola cupola e decorata da stucchi. Il parco ha una distribuzione che riprende uno dei progetti antichi, mentre della sua forma originaria resta il terrazzamento di fronte alla facciata con una fontana a conchiglia ed il ninfeo sulla destra. L’interno dell’edificio è molto elegante e caratterizzato da alti soffitti a volta, dipinti e preziosi mobili d’epoca. La villa è oggi di proprietà privata.

Villa Falconieri, Viale Borromini 5, una delle dodici Ville Tuscolane, costruzione della metà del XVI sec., i cui lavori di costruzione furono commissionati dal cardinale Alessandro Ruffini. Nel 1628, dopo diversi passaggi di proprietà fu acquistata dal marchese Orazio Falconieri che attribuì il restauro della villa al Borromini, il quale integrò la vecchia struttura tra due ali laterali, impreziosendo l’edificio con una bella nicchia centrale. Fu merito del Borromini anche la costruzione della Peschiera della Galera, della Fontana delle Colonne, del Peschierone e della Fontana della Stella. Altri restauri furono effettuati nel 1911 dal Kaiser Guglielmo II, a cui l’aveva ceduta in dono il banchiere Mendelsshon. Alla fine della I Guerra mondiale fu confiscata dallo Stato italiano. Nel 1941 diventò sede del comando superiore delle truppe tedesche del fronte meridionale e durante i bombardamenti subì gravi danni. Un restauro del 1959 ha ripristinato la struttura che, dal 2016, è sede dell’Accademia Vivarium Novum, un’istituzione che promuove la conoscenza e lo studio delle lingue classiche. A causa dei bombardamenti molte opere d’arte sono state distrutte ma all’interno risaltano tutt’oggi le decorazioni della Stanza della Ringhiera; poi la volta affrescata, nel salone d’ingresso, con l’Omaggio a Venere che illustra nelle lunette i personaggi della famiglia Falconieri; nell’ala sinistra il Ratto di Proserpina, l’Allegoria dell’Autunno, l’Allegoria della Primavera e il trionfo di Flora, tutte opere della fine del XVII sec. di Ciro Ferri. All’esterno, lo splendido parco con giardini all’italiana e il piccolo lago, circondato da cipressi, chiudono in una cornice unica questo splendido tesoro dell’arte. Oggi di proprietà Pubblica è concessa in uso all' Accademia Vivarium Novum.

Villa Lancellotti, è una delle dodici Ville Tuscolane, situata nei pressi del viale che costeggia il suggestivo Parco dell’Ombrellino, parte del giardino della villa. Ha una storia diversa delle altre eleganti dimore dell’aristocrazia papalina. Venne costruita nel 1582, sul terreno donato da Silvio Antoniano, segretario del Collegio Cardinalizio, alla Congregazione dell’Oratorio “dei Filippini”, come una casa di campagna destinata a ricovero e luogo di riparo per la congregazione. Dopo la morte del fondatore San Filippo Neri, gli Oratoriani affittarono la villa al cardinale Alfonso Visconti che ampliò l’edificio trasformandolo da “casa ordinaria” in “palazzo” con una loggia a tre archi e due ali speculari composte da sei stanze, le cui volte furono decorate con affreschi attribuiti al pittore Cherubino Alberti. Alla morte del Cardinale nel 1608, i Filippini la cedettero al cardinale Mario Mattei che ampliò ulteriormente la proprietà, acquistando anche la cappella di San Michele Arcangelo e la “casa del Baronio”. Il Cardinale rivendette l’intero complesso nel 1617 al Cardinale Ferdinando Gonzaga. Nello stesso anno il cardinale la cedette al banchiere pisano Roberto Primi, a cui è attribuito il restauro barocco che aggiunse all’edificio il portale di ingresso con cancello. La figlia Caterina sposò Silvio Piccolomini, a cui si deve l’intervento avvenuto nel XVIII sec. L’impostazione barocca venne modificata, sviluppando le linee del portale d’ingresso, il disegno delle finestre con l’inserimento di ovali, e l’introduzione di una scala monumentale a due rampe. Anche il ninfeo venne trasformato, a partire dalla decorazione in stucco in cui splendono le stelle simbolo della famiglia Piccolomini. Altresì, la villa Piccolomini venne arricchita di uno splendido giardino all’italiana col teatro d’acqua che funge da sfondo al giardino semicircolare. Altri passaggi di proprietà distinsero la villa, fino al 1866, quando fu acquistata dalla principessa Anna Elisabetta Borghese Aldobrandini, moglie del principe Filippo Massimo Lancellotti, che la impreziosì di sculture, rilievi e decorazioni pittoriche. Nel 1872 la stessa Elisabetta Borghese Aldobrandini acquistò “La Rufinella” (la Villa Tuscolana) e fece costruire un sistema di viali, un ponte e un portale dedicato a Filippo Lancellotti per collegarla a Villa Lancellotti. Commissionò anche una serie di lavori di consolidamento e restauro del ninfeo e, all’interno, la decorazione pittorica della volta, nella sala al pianterreno, con scene tratte dalla storia della famiglia Lancellotti. Oggi la villa è anncora di proprietà della famiglia Lancellotti.

Villa Aldobrandini, o Villa Belvedere, Via Cardinal Massaia 18, una delle dodici Ville Tuscolane, gode di una posizione fantastica, poggiata su un colle che domina la cittadina di Frascati e offre una vista panoramica eccezionale su Roma. Costruita nei primi anni del XVII sec. per volontà del Cardinale Pietro Aldobrandini, il quale commissionò i lavori a Giacomo della Porta. La villa si dispone su quattro piani divisi in sale di rappresentanza e altre stanze. All’architetto Carlo Maderno sono attribuiti il Tatro dell’Acqua, i terrazzamenti e il sistema idraulico dei giardini. Lungo la cornice della facciata le decorazioni e gli ornamenti descrivono la grandezza del Cardinale, mentre le Colonne d’Ercole del ninfeo e la statua di Atlante che sorregge il mondo, posta sopra la nicchia centrale, simboleggiano la sua forza nel superare le avversità. A lato del ninfeo è situata la Cappella dedicata a S. Sebastiano, amabilmente affrescata da decorazioni andate perdute del Domenichino e del Passignano. Sul lato destro del ninfeo si trova la preziosa Stanza del Parnaso, che conserva gli affreschi del Domenichino e del Passignano, e lo splendido organo ad acqua degli artisti: G. Guglielmi, G. Anguilla e J. Sarrazin. L’interno è caratterizzato dal meraviglioso piano nobile, dove risplendono gli affreschi del Cavalier d’Arpino; nel salone centrale si notano il grande camino e il busto in bronzo del Cardinale, le decorazioni a parete dell’artista A. de Barba e l’Officina di Vulcano ed il Parnaso. Gli altri piani sono ricoperti da affreschi e decorazioni deliziose che ornano pareti e soffitti, fino alla Cappella del terzo piano completamente decorata da stucchi dorati in stile d’epoca. Infine, da ammirare l’immenso ingresso alla villa del XVIII sec., di C. F. Bizzaccheri, che si trova proprio nella piazza principale di Frascati. Le suggestive formulazioni degli architetti, specie nel parco, contribuiscono a rendere la villa uno dei più riusciti esempi di transizione allo stile barocco della regione. Alla morte del Cardinale la villa passò alla nipote Olimpia Aldobrandini, la quale nel 1683 la cedette a Giovanni Battista Pamphili; nel 1760 diventò proprietà dei Borghese, nel 1837 tornò possesso della famiglia Aldobrandini, a tutt’oggi proprietari.
È possibile visitare il parco mentre l’interno della Villa è chiuso al pubblico.
Per informazioni consultare il sito: www.comune.frascati.rm.it o https://www.irvit.it/info/
Villa Torlonia, Viale Annibal Caro, una delle dodici Ville Tuscolane, è situata vicino al centro storico di Frascati, con vista su Roma, nell’attuale Parco Comunale, antico giardino della villa, rimasto integro dopo i bombardamenti del ‘43 e ’44. Giardino oggi accessibile attraverso 4 scalee in pietra che conducono a una fontana con un mascherone e un’aquila, da cui si prosegue fino entrare nel parco, circondato da sentieri alberati, dove si innestano ingegnosi giochi d’acqua e preziose opere artistiche, secondo lo stile dell’epoca. In origine era un semplice podere, ceduto, nel 1563, al drammaturgo Annibal Caro dall'Abbazia di Grottaferrata. il letterato fece costruire una piccola residenza che chiamò Caravilla dove ultimò la traduzione dell'Eneide. Dopo la sua morte fu venduta al Cardinale Tolomeo Galli che fece costruire un nuovo edificio e nel 1607 fu acquistata dal Cardinale Scipione Borghese, che commissionò agli architetti più in auge del tempo i fantastici lavori che caratterizzano la villa.
Il Teatro delle Acque costituisce un unicum con la grande peschiera, servita dall’acquedotto del Canalicchio, degli architetti Carlo Maderno, Flaminio Ponzio e Giovanni Fontana, dove comincia il fantastico gioco delle acque che scendono in vasche digradanti, su scalee articolate, per confluire nel bacino coronato da balaustre. Il Maderno completò questo capolavoro costruendo una lunga e deliziosa parete, scandita da nicchie con mascheroni da cui fuoriesce l’acqua, intervallate da pilastri, dove un tempo poggiavano statue e vasi.
Nel Piazzale del Belvedere si staglia la Fontana del Candeliere, progettata da Flaminio Ponzio, spazio da cui si gode una incantevole vista su Roma e la campagna romana.
Successivamente, la Villa passò ad altri proprietari, tra cui gli Altemps, i Colonna, gli Sforza, fino ai Torlonia.
Oggi, Villa Torlonia è un edificio ricostruito nell’immediato dopoguerra, a seguito dei bombardamenti de ‘43 e ’44. Il Parco, rimasto integro, oggi accessibile attraverso le 4 scalee in pietra, nel suo complesso è una tra le più̀ ardite realizzazioni delle dimore nobili dei Castelli Romani. Nel 1954, il parco divenne pubblico in seguito ad una permuta con la Tenuta Quadrato, tra il comune di Frascati ed il duca Andrea Torlonia.
Il parco è aperto al pubblico, per informazioni consultare il sito: https://www.comune.frascati.rm.it/ o https://www.irvit.it/info/
Villa Sciarra, Via Don Bosco, una delle dodici Ville Tuscolane, va segnalata tra le più antiche ville di Frascati. Esistono documenti che provano che sia stata costruita precedentemente al 1578 da Marcello Vestri. La villa prospettava con due fontane zampillanti su una lieve altura che si apriva attraverso via di Fontana Vecchia. Dal declivio si scendeva da due scale parallele, interrotte da due terrazzamenti, il primo corrispondente al giardino ornato da 5 fontane con aiuole e il secondo, isolato tra alte siepi e due deliziosi chioschi, sembrava un giardino segreto. Il Parco comprendeva anche un boschetto di lecci e un “pomaro” con piante da frutto. L’originaria Villa è stata distrutta dai bombardamenti e, del complesso originario, è rimasto il parco con ruderi classici di età romana, la terrazza panoramica e alberature monumentali, resti delle fontane, le fontane superiori, restaurate recentemente, e il portale d’ingresso di Nicola Salvi, l’architetto della Fontana di Trevi. Oggi, la Villa attuale, ricostruita sull’impianto originario con ampliamento, è adibita a Scuola Pubblica.

Villa Sora, Via Tuscolana 5, una delle dodici Ville Tuscolane, oggi Istituto Salesiano “Villa Sora”, scuola paritaria, ubicata poco prima del centro abitato, fu costruita intorno a metà del XVI sec. per conto del Cardinale Giovanni Moroni, influente prelato del Concilio di Trento, secondo una struttura che prevedeva un edificio contraddistinto da cortile centrale, altana e torretta belvedere ad archi. Nei primi anni del XVII sec. passò a Giacomo Boncompagni, figlio naturale di Gregorio XIII, che commissionò a Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino, la decorazione a fresco della “stanza grande”. La villa passò poi alla fine dell'Ottocento a Tommaso Saulini che la vendette ai Salesiani, attuali proprietari.
In effetti, il “salone maggiore” è un tesoro dell’arte decorativa, un esempio della tematica figurativa profana ricca e articolata successiva alla Controriforma. Il capolavoro si sviluppa su due piani: in quello inferiore sono rappresentate, raffigurate in piedi, le Arti liberali e le Attività intellettuali, mentre in quello superiore sono raffigurati Paesaggi, a cui si alternano figure allegoriche rappresentanti le 9 Muse. Fra i due piani ghirlande decorative collegano una serie di medaglioni con busti di Uomini illustri dell'antichità. Al centro della sala campeggiano due stemmi con i simboli araldici delle famiglie Boncompagni (drago) e Sforza di Santa Fiora (leone rampante), alla quale apparteneva Costanza moglie di Giacomo Boncompagni.
Grottaferrata

Comune tra i più estesi dei Castelli Romani, situato a 331 m s.l.m., alle pendici dei Colli Albani, noto per l’Abbazia di Santa Maria, sulla cui area fu rinvenuto un criptoportico che era parte dell’adiacente villa romana, ancora visibile.
Da vedere:
Abbazia di Santa Maria, in corso del Popolo, antico monastero basiliano, fondato dal monaco San Nilo da Rossano nel 1004, di proprietà della Chiesa bizantina cattolica in Italia, vi si pratica la liturgia secondo il rito bizantino. Si presenta con un portale di ingresso di forma rinascimentale che porta ad una ampia corte dove è posta la statua del santo fondatore. Dalla corte si raggiunge un primo cortile su cui si alza il monastero con un porticato del Sangallo, sede del museo che conserva opere di età classica e medievale insieme a paramenti sacri. Nel secondo cortile, prospetta la chiesa di S. Maria con maestoso campanile romanico, e al centro è collocata la “fontana liturgica del paradiso” con baldacchino del IX sec., legata al rito della benedizione dell’acqua che si rinnova ogni anno il 6 gennaio. La chiesa è stata consacrata nell’XI sec. e ristrutturata con ampie modifiche nel XVIII, All’interno, è aperta da un nartece con uno splendido portale bizantino, decorato da un mosaico dell’XI – XII sec., da un fonte battesimale dell’XI sec. Si presenta a tre navate con soffitto a cassettoni e pavimento cosmatesco del XII – XIII sec., caratterizzato dal magnifico Arco di Trionfo, decorato da mosaici e affreschi del XII sec. Sulla destra è situata la Cappella di S. Nilo che conserva splendidi affreschi del Domenichino, XVII sec.

Villa Muti, Via Conti di Tuscolo 95, sulla strada che conduce a Frascati, le cui origini risalgono al 1579 quando il canonico Monsignor Lodovico Cesaroli comprò queste terre, dove si trovavano antichi ruderi di una importante villa romana appartenuta a Marco Pretorio Onorato, per impiantarvi delle vigne. Il Cardinale Pompeo Arrigoni che acquistò la villa nel 1591 acquistò ulteriori terreni vicini e avviò la costruzione di un palazzo e la riorganizzazione del giardino, articolato su più livelli, grazie ai terrazzamenti artificiali della villa romana, trasformati successivamente in giardini pensili. Arrigoni commissionò anche le decorazioni del piano nobile, con scene tratte dalla Bibbia. Fu chiamato Domenico Cresti detto il Passignano. Nel 1629 gli eredi del Cardinale: monsignori Ciriaco Rocci e Diomede Varesi divisero la proprietà in due parti. Il Varesi riprese il ciclo decorativo affidando i lavori a Marco Tullio Montagna e a Giovanni Lanfranco. Nel 1680, alla morte di Ciriaco Rocci la parte nord passò alla figlia Francesca e quindi a Innocenzo Muti. L’altra parte passò agli Amadei. Nel XX sec. la proprietà venne unificata dai Muti e dopo la II guerra mondiale, a causa delle gravi condizioni di degrado e di abbandono nelle quali la Villa era stata lasciata dagli sfollati che vi si erano rifugiati e il mancato sostegno delle Sovrintendenze, il prestigioso immobile fu venduto.
La villa oggi è di proprietà privata.

Villa Grazioli, Via Umberto Pavoni 19, costruzione voluta dal Cardinale Antonio Carafa nel 1580 e racchiude tra le sue mura opere d’arte di Maestri del XVI e XVII secolo. Passò in eredità al Cardinale Ottavio Acquaviva d’Aragona che commissionò gran parte della decorazione pittorica dei soffitti dei quattro saloni del piano nobile ad Agostino Ciampelli. Nel 1613 la Villa passò al Principe Michele Peretti che commissionò la decorazione della Stanza dell’Eliseo al piano nobile. Il passaggio, nel 1683, alla famiglia Odescalchi rappresentò per la villa grandi trasformazioni e ampliamenti che modificarono completamente la facciata meridionale e la costruzione di un secondo piano che coprì la terrazza cinquecentesca. Nel 1737, Baldassarre Erba Odescalchi commissionò la decorazione della nuova galleria al pittore Giovanni Paolo Pannini, tra i più noti dell’epoca. Nel 1843 il Duca Pio Grazioli acquistò la Villa e commissionò il rifacimento dell’ultimo piano della facciata settentrionale, che affaccia su Roma, inglobando in una nuova struttura la torre centrale del XVI sec., che diventò l’attuale edificio. Dopo la II guerra mondiale, a causa delle gravi condizioni di degrado e di abbandono nelle quali la Villa era stata lasciata dagli sfollati rifugiativisi, dopo circa 40 anni, nel 1987 la società Villa Grazioli s.r.l. ha effettuato un complesso intervento di restauro restituendo all’edificio l’eleganza originale, che oggi è diventato un Hotel di lusso.
