Cfr.: Piemonte, itinerario n. 4 - In Val di Susa: Avigliana - Susa - Bardonecchia - Sestriere.
Ab. 2.879, bardonecchiesi; altezza: m. 1312 s.l.m.; Comune della città metropolitana di Torino - Mappa - info Turista.: C/o Palazzo delle Feste, p.za Valle Stretta, 1 - 0122 99032; https://turismotorino.org/it/visita/territorio/montagne-olimpiche/bardonecchia; P.S.: CRI, via Garibaldi, 7 - T.: 0122 980260
Insediamento territoriale abitato da popolazioni di origine celtica, in seguito occupato dai romani. Il primo riferimento a Bardonecchia si trova in un documento del 726 riguardante la fondazione dell’Abbazia di Novalesa. Occupata dai saraceni nel 906, fu liberata dagli Arduini sul finire del X sec. Nel 1001 l’imperatore Ottone confermò Bardonecchia nella Marca di Torino. Nel XII sec., dopo una lunga contesa con i conti di Savoia Bardonecchia diventò feudo dei Delfini di Vienne, conti di Albon. Quando, nel 1349, il Delfinato fu ceduto a Filippo IV di Francia Bardonecchia diventò feudo francese. Durante le guerre di religione, 1550 – 1700, fu teatro di sanguinose contese. Nel 1709, approfittando della guerra di successione spagnola in corso, le truppe del duca di Savoia Vittorio Amedeo II occuparono la città e nel 1713 il passaggio al ducato di Savoia fu sancito dal Trattato di Utrecht. Da allora Bardonecchia seguì le sorti dei Savoia, signori del Piemonte, con l’eccezione del periodo 1794 - 1814, quando le truppe rivoluzionarie dei francesi occuparono il Piemonte.
Bardonecchia è posata su una conca ornata da maestose montagne che superano i 3000 metri. Famosa località rinomata per il soggiorno turistico estivo e invernale, è uno dei luoghi più suggestivi dell’arco alpino occidentale, in continua evoluzione dove tradizione e modernità si fondono perfettamente. Bardonecchia offre numerose alternative per chi ama camminare e andare in mountain bike in montagna: sentieri, mulattiere e strade militari, per le esigenze di tutti gli appassionati, lungo i boschi di abete e larice che portano alle cime della Guglia Rossa, della Val Fredda, le Tre Croci, il ghiacciaio del Sommeiller, il monte Tabor e le cime del Pierre Menue, con possibilità di confortanti soste nei rifugi alpini e nei numerosi alpeggi in quota. Tra le prime stazioni invernali a praticare lo sci alpino, Bardonecchia organizzò le prime gare agonistiche nella stagione 1904 – 1905; nel 1908 fu costruito il primo trampolino per il salto, a cui, nel dopoguerra, seguirono gli impianti a Melezet e quelli di Les Arnauds. Oggi Bardonecchia offre due comprensori sciistici, situati ai due poli opposti della Valle della Dora di Bardonecchia: - a Colomion - Les Arnauds - Melezet quello alla destra del torrente di Valle Stretta con 15 impianti di risalita, di cui la sciovia del Valon Cros raggiunge il punto più alto a 2400 m. s. l.m.; - a Jafferau, sulle falde occidentali della montagna con sei impianti di risalita, il cui punto più alto, 2700 m s. l.m., viene raggiunto dalla seggiovia della Testa del Ban. Si tratta di ben 100 km di piste dotate di impianti di innevamento artificiale, 17 km di piste da fondo, 10 km di sentieri buoni per le ciaspole, debitamente segnalati, uno snow park e un Half Pipe Olimpico. Nel 2006 Bardonecchia è stata la sede delle competizioni di snowboard delle Olimpiadi Invernali di Torino. Considerata la notevole e diversificata offerta proposta, consigliamo di consultare il sito:
https://turismotorino.org/it/visita/territorio/montagne-olimpiche/bardonecchia
Da vedere

Percorso di circa 1,5 km, in h 0,30’
Palazzo delle Feste, piazza Valle Stretta, complesso creato per ospitare manifestazioni e spettacoli, costruito in stile liberty nel primo decennio del XX sec. subì varie ristrutturazioni fino all’ultima datata 1996 che ha modificato profondamento la struttura interna per migliorare la funzionalità della struttura al progetto iniziale e adattarlo ai sistemi di sicurezza moderni. Di proprietà del Comune, prima apparteneva alla regione Piemonte, ospita eventi, spettacoli, convegni e attività didattiche.
Chiesa parrocchiale di S. Ippolito, in via G. Des Geneys, costruita nella prima metà del XIX sec. sulla precedente pieve di Santa Maria ad Lacum risalente agli inizi dell’XI sec., di cui è ancora visibile il campanile romanico del XIII sec. ora restaurato. All’interno sono conservati preziose opere artigianali; notevoli gli stalli lignei del coro che provengono dall’Abbazia di Novalesa. Adiacente è situato il Museo Civico che custodisci antichi cimeli e attrezzi della tradizione locale.
Via Medail, il corso principale della cittadina, dove si affacciano numerosi negozi. Strada in salita lunga circa un chilometro che collega la stazione ferroviaria al Borgo Vecchio. Dall’altra parte della ferrovia, unito a via Medail da un sottopasso, si apre il Borgo Nuovo.
